P come Pym

Moltissimi articoli dedicati a una delle mie scrittrici preferite iniziano così: “Calvino la chiamerebbe leggerezza e direbbe che è l’arte sopraffina di unire malinconia e umorismo, creando “un velo di particelle minutissime di umori e sensazioni, un pulviscolo di atomi come tutto ciò che costituisce l’ultima sostanza della molteplicità delle cose”.”

barbara_pymBarbara Pym

Dalla presentazione di Barbara Pym della casa editrice Astoria che ha ripubblicato (per fortuna) tre dei romanzi della Pym: “Paragonata a Jane Austen per la capacità e la grazia sopraffine con cui ritrae il quotidiano e le relazioni umane, Pym trasforma l’ordinario in straordinario. L’ironia con cui descrive il mondo è pungente ma affettuosa e serve ad accettare le quotidiane, inevitabili ingiustizie dell’esistenza.”

Uno scrittore che stimo moltissimo, Alexander McCall Smith, racconta che è stato coniato un aggettivo: “very Barbara Pym” che starebbe a significare una toccante accettazione della modestia delle proprie condizioni, della propria posizione sempre marginale nel mondo, del fatto che le proprie speranze siano state deluse; il momento in cui uno realizza che per quelli a cui tiene, non sarà mai un oggetto d’amore; sarà forse degno di affetto, ma mai oggetto d’amore profondo e passionale. Questo punto di vista è carico di leggerezza e ironia; non è mai fonte di pesantezza d’animo o sconforto.

Una lievità ironica caratterizza il suo stile, che mi ha sempre affascinato. Le trame sono semplici. Il suo pregio risiede nel descrivere le persone con tenerezza disarmata e disarmante e sempre con il sorriso sulle labbra, raccontandole attraverso le piccole cose che sono così tanto importanti per ognuna di loro e facendocele amare queste persone che non riescono ad afferrare grandi cose, grandi passioni, grandi sentimenti, ma che vivono ai margini nel loro piccolo mondo piuttosto monotono. E spesso sovverte, con umorismo sottile, gli stereotipi anche quelli delle zitelle (categoria a cui volentieri apparteneva) e dei ‘perdenti’.

BarbaraPym_InternationalAfricaInstitute

Ecco l’inizio di Amori non molto corrisposti:

“Ci sono vari modi per guarire un cuore spezzato, ma partecipare a un dotto convegno è forse uno dei più insoliti.

Quando capì che il fidanzato non intendeva affatto sposarla- o che non era degno del suo amore, come diceva lui- Dulcie Mainwaring patì una quieta infelicità per diversi mesi prima di riuscire a scuotersi. Il convegno, quando arrivò l’annuncio, sembrò proprio il genere di cosa raccomandata alle donne della sua posizione: un’opportunità per incontrare gente nuova e per divertirsi osservando la vita degli altri, anche se solo per un fine settimana e in circostanze alquanto inusuali.

Che cosa infatti poteva apparire più bizzarro di un gruppo di adulti, per la maggior parte di mezza età o addirittura anziani, radunati in un collegio femminile del Derbyshire allo scopo di discutere erudite sottigliezze che non significavano nulla per tutto il resto del mondo? Perfino le camere – fortunatamente non sarebbero stati ammassati in dormitori – sembravano innaturali, con brandine di ferro gemelle e la prospettiva di compagni estranei a distanza tanto ravvicinata.”

Un pensiero su “P come Pym

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