P come poesia II

“Appena calava il sole, gli insetti che dall’alba al crepuscolo erano rimasti in silenzio facevano sentire la loro voce, forse sapendo che gli uccelli erano altrove. Ai bambini che vivevano nel Kalahari o ai suoi margini, i grandi raccontavano che quei rumori sfrigolanti, quegli schiocchi acuti, erano le stelle in cielo che richiamavano i loro cani da caccia. E sembrava davvero così, pensò la signora Ramotswe, anche se tante cose che suonavano plausibili erano spesso nient’ altro che poesia: il condimento che versiamo sulla vita per renderla un po’ più gustosa.” Alexander McCall Smith

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Stéphane Barbery

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