B come bambina mia

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Johanna Harmon

Bambina mia, fagiolino, donna mia cara

A undici anni, quasi dodici,

mia figlia è come un giardino.

Oh cara, nata con quel tenero costume adamitico

Che hai conservato tanto a lungo,

adesso devi vedere mezzogiorno che scocca,

mezzogiorno, quell’ora da fantasmi.

Oh bimba buffa-sotto un cielo bluastro questo,

proprio questo! Come faccio a dire che so

bene ciò che sai e dove sei?

Non è estraneo questo luogo curioso

in cui il tuo viso riposa nelle mie mani

così colme di distanza

così piene di una febbre immediata.

L’estate ti ha presa

Come quando ad Amalfi il mese scorso vidi dei limoni

Grandi come il mappamondo sulla tua scrivania

(quella cartina del mondo in  miniatura),

e potrei anche citare

al mercato le bancarelle di funghi

e di germogli turgidi d’aglio.

O penso anche al frutteto qui a fianco

Dove i frutti di bosco sono pronti da mangiare

E le mele cominciano a maturare.

E una volta nel nostro primo giardinetto sul retro

Ricordo di aver piantato un acro di fagioli gialli

Che non mangiammo mai.

Oh bambina mia,

fagiolino,

come cresci?

Cresci così.

In te ne hai troppi da mangiare.

 

Sento

Come in sogno

Delle vedove anziane

Parlare di essere donna.

Ricordo di non averle mai sentite prima.

Ero sola.

Aspettavo come un bersaglio.

Che scocchi mezzogiorno,

l’ora dei fantasmi.

Un tempo i romani credevano

che mezzogiorno fosse l’ora degli spettri

e posso crederci anch’io

in questo sole sorprendente;

e un giorno verranno a trovarti

uomini nudi fino alla cintola, giovani romani

a mezzogiorno, la loro ora,

con scale a pioli e martelli

quando tutti sono svegli.

Ma prima che loro arrivino

Ti voglio dire

Le tue ossa sono belle,

e prima delle loro mani estranee

ci fu questa mano che prese forma.

Amore, lascia entrare il tuo corpo

lascia che ti tenga in sé

comodamente.

Linda, ciò che voglio dirti

è che le donne nascono due volte.

Se avessi potuto vederti crescere

come una madre maga,

se avessi potuto scrutare la mia magica pancia trasparente,

dentro ci sarebbe stata questa crescita:

il tuo embrione,

il seme che prende forma,

la vita che urta la colonna del letto,

ossa dallo stagno, pollici e occhi misteriosi,

la testa tremendamente umana,

il cuore che balza come un cucciolo,

i polmoni, il divenire

mentre diventa,

come avviene adesso,

un mondo a sé,

un luogo delicato.

Saluto tutti questi

Strattoni, botte e scherzacci

E questa musica, questi germogli, e questa musica da scatenati,

e lo zucchero necessario

e un comportamento del genere!

Oh bambina mia,

fagiolino,

come cresci?

Cresci così.

Tu sei troppi da mangiare.

 

Linda, ciò che voglio dirti

è che nulla mente nel tuo corpo.

ciò che è nuovo dice la verità.

Io, quel qualcun altro,

un vecchio albero sullo sfondo, son qui.

Amore,

resta immobile alla tua porta,

sicura di te, una pietra bianca, una pietra buona,

straordinaria come una risata,

da cui scaturirà fuoco,

quella cosa sempre nuova!

Anne Sexton

Per il mio fagiolino, Anita.