P come Pistoia

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“Che città, a quei tempi, Pistoia: viatici, funerali, campane a morto, campane a festa, fanfare, bisbigli, bisbigli, bisbigli; e monti, bellissimi, turchini, a cingerla da est a ovest, alitando, quella pungevolezza d’aria odorosa, un frizzo incitante; e venditori ambulanti: «Bollenti che fumano…: chi ne mangia uno, ne mangia due…», e mendicanti sullo zoccolo di monumenti equestri, o sui gradini delle chiese. Uno, Cianino, passava il lunedì; era piccolo come un vecchio bimbo ridente. Ripeteva il mio babbo: «Finché esisterà un solo mendicante…». Vecchia frase? Frase fatta? Ma il suo ardore era nuovo; e intatta la sua fede:«…nessuno avrà il diritto d’essere felice».

E i nomi di alcune strade. Via del “T”, via del Pizzicore, via Abbipazienza…; e il giardino pubblico di piazza Mazzini, col busto di Cino: una pena a vedergli il naso rotto, a lui, un poeta; e l’ora rituale del passeggio, al tramonto, con le ragazze da marito, due passi avanti alle mamme e alle zie; e i tanti odori. Ma esisteranno ancora? Ogni terrazza versava torrenti di glicine; e che gara, fra chi aveva orti e giardini, per la piantina che nessuno ce l’ha, reseda, vaniglia…Mai più visti mughetti così veementi e altrettanto carichi di profumo. […]

E poi la chiesa della Madonna. Quella cupola che, quasi incombente sulla mia casa, mi persuadeva della sua magia, senza che ne comprendessi la bellezza. E i disgeli, all’inizio della primavera, che rigavano di bianco diamante i miei monti. E la scoperta, dico scoperta, di alcuni fiori.

[…]Basterebbe una strada, via Ripa del Sale, a farmi tenere tutta la città in mezzo al petto. In pendio, stretta, linda, come se ogni passante fosse il primo, ambiziosa di un’antichità ben custodita; e il passo vi risonava facendo cantare il lastrico.” da Ritratto in piedi di Gianna Manzini

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Grazie per la foto a Carlo Rossi e al suo bellissimo blog, Territori del ‘900

S come strada

“I veri eroi spesso non sono quelli che pensiamo siano, quelli veri sono qui per le strade, ovunque attorno a te.”

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“Non sto cercando di cambiare il mondo, ma quando vedo un sorriso nelle favelas, o in Cambogia, in un certo senso sento di aver realizzato il mio obiettivo.”

LOS ANGELES-CA-FEBRUARY 24, 2011: A pedestrian passes by a piece from French street artist JR's "The Wrinkles of the City" project at MOCA in downtown Los Angeles on Thursday, February 24, 2011. (Christina House / For The Times)

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Brazil, Rio de Janeiro, 09 August 2008 Women are heroes. Action in the Favela Morro da Providencia. Br?sil, Rio de Janeiro, 09 ao?t 2008 Women are heroes. Action dans la favela Favela Morro da Providencia. JR / Agence VU

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Ed ecco qui l’autore di queste opere: JR

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A come arcobaleno

La scorsa estate sono stata in Danimarca in una bella città di nome Aarhus, la seconda in ordine di grandezza dopo Copenhagen. In una giornata particolarmente grigia (come spesso può capitare) ho visto il più bell’arcobaleno della mia vita.

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Your Rainbow Panorama di Olafur Eliasson al Museo Aros 

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E guardate in una giornata di sole come può apparire (le foto qui sotto non sono mie ma tratte da questo interessantissimo blog: http://interactive-installations.tumblr.com/)

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Olafur Eliasson é una delle superstar dell’arte contemporanea. Per le sue installazioni usa la luce, i riflessi e dunque gli specchi, acqua e aria. Entrare a contatto con le sue installazioni è vivere un’esperienza di consapevolezza di tutti i propri sensi.

“La percezione e l’esperienza fisica sono pietre miliari dell’arte e possono funzionare come strumenti per il cambiamento sociale.”

“La luce e l’interazione sociale sono legate l’una con l’altra. Ricordo a Reykjavík, all’inizio degli anni Settanta con la prima crisi del petrolio, quando ero in pigiama a casa dei miei nonni intento a guardare la tv e all’improvviso l’elettricità veniva staccata. Tutto scuro, tv morta. Fuori era ancora il crepuscolo, con quella luce blu particolarissima, e la gente – compresa la mia famiglia – si raccoglieva alle finestre, seduta intorno a un tavolo. Avevo cinque anni ed è stata una delle situazioni più intense che abbia vissuto. Ma anche divertenti: sembra una storia poetica sui famosi tramonti islandesi: in realtà la faccenda girava intorno al petrolio”.

Potete vedere moltissimo sul suo sito, anche il video di quest’installazione che la scorsa estate era ad Aarhus e che ho potuto vedere/vivere.

Un’esperienza emozionante: la confusione e il disorientamento iniziale lasciano poi il campo ai sensi che sono potenziati al massimo!