A come arcobaleno

La scorsa estate sono stata in Danimarca in una bella città di nome Aarhus, la seconda in ordine di grandezza dopo Copenhagen. In una giornata particolarmente grigia (come spesso può capitare) ho visto il più bell’arcobaleno della mia vita.

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Your Rainbow Panorama di Olafur Eliasson al Museo Aros 

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E guardate in una giornata di sole come può apparire (le foto qui sotto non sono mie ma tratte da questo interessantissimo blog: http://interactive-installations.tumblr.com/)

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Olafur Eliasson é una delle superstar dell’arte contemporanea. Per le sue installazioni usa la luce, i riflessi e dunque gli specchi, acqua e aria. Entrare a contatto con le sue installazioni è vivere un’esperienza di consapevolezza di tutti i propri sensi.

“La percezione e l’esperienza fisica sono pietre miliari dell’arte e possono funzionare come strumenti per il cambiamento sociale.”

“La luce e l’interazione sociale sono legate l’una con l’altra. Ricordo a Reykjavík, all’inizio degli anni Settanta con la prima crisi del petrolio, quando ero in pigiama a casa dei miei nonni intento a guardare la tv e all’improvviso l’elettricità veniva staccata. Tutto scuro, tv morta. Fuori era ancora il crepuscolo, con quella luce blu particolarissima, e la gente – compresa la mia famiglia – si raccoglieva alle finestre, seduta intorno a un tavolo. Avevo cinque anni ed è stata una delle situazioni più intense che abbia vissuto. Ma anche divertenti: sembra una storia poetica sui famosi tramonti islandesi: in realtà la faccenda girava intorno al petrolio”.

Potete vedere moltissimo sul suo sito, anche il video di quest’installazione che la scorsa estate era ad Aarhus e che ho potuto vedere/vivere.

Un’esperienza emozionante: la confusione e il disorientamento iniziale lasciano poi il campo ai sensi che sono potenziati al massimo!