K come kaboku

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Takashi Tomo-Oka

“Vorrei esprimere la bellezza del ‘kaboku’, che significa, fiori e alberi belli, usando la tecnica fotografica per creare un’immagine che rassomigli a una pittura. Vorrei essere capace di sentire la bellezza disadorna delle piante, usando una composizione che consista esclusivamente della  pianta e dello spazio vuoto, facendo la fotografia nel modo più semplice possibile.C’è una grande differenza tra fotografia e pittura. In pittura l’artista guarda il soggetto, lo considera e poi lo passa attraverso il filtro del suo corpo fisico per rappresentarlo; la fotografia è più diretta. La fotografia non potrebbe esistere senza un soggetto concreto (nel mio caso i fiori). Ci deve essere qualcosa di materiale in modo che l’apparecchio ritagli un momento dell’esistenza. Mentre fotografo le piante, la loro potenza naturale e la loro estetica sono espresse direttamente senza passare attraverso il filtro che sono io. Io fotografo piante che sono sull’orlo della decadenza perché sono belle. E’ la mia ambizione quella di catturare l’espressione unica di ogni pianta. Se riesci a sentire il potere della pianta, la mia abilità e la mia individualità diventano quasi inutili.”

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K come Kapoor II

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Turning the World Upside Down III, 1996

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Anish Kapoor Uses Wax Canon To Create Latest Art Work

“Per tutta la vita ho riflettuto e lavorato sul concetto che ci sia più spazio di quello che si vede, che ci siano spazi vuoti o, per dire così, che ci sia un orizzonte più vasto. La cosa curiosa nel togliere contenuto, nel fare spazio, è che noi, come esseri umani, facciamo molta fatica ad accostarci all’assenza di contenuti. È l’horror vacui. Questo concetto platonico è alla base del mito della caverna, quella in cui gli uomini guardano verso il mondo esterno. Ma qui c’è anche un’immagine freudianamente opposta, che è quella del fondo della caverna, che poi è il fondo oscuro e vuoto dell’essere. Anche Dante, il vostro più grande poeta, si avventura in un posto del genere. Quello è il luogo del vuoto, che poi paradossalmente è pieno: di paura, di oscurità. Che lo rappresenti con uno specchio o con una forma scura, è sempre il «fondo» il punto che attrae il mio interesse e mette in moto la mia creatività.”

Potete leggere e vedere altre opere di Anish Kapoor, qui.

K come Kapoor I

Uno dei primi lavori fatti con le polveri colorate che mi ero portata dietro dal viaggio in India, senza saperlo, sembrava influenzato da Anish Kapoor. Me lo fece notare il mio caro professore e da quando ho conosciuto le opere di questa star della scultura non ho potuto fare a meno di rimanerne affascinata.

“Il colore ha davvero una capacità trasformatrice. Cambia le cose in maniera molto diretta.”

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“Scegliere il vuoto nella materia è un modo di creare il dramma, di impostare la scena in un linguaggio fisicamente, psicologicamente chiaro, nel senso  che ogni forma è sia concava, sia convessa.”

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As if to Celebrate, I Discovered a Mountain Blooming with Red Flowers 1981 by Anish Kapoor born 1954

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“Sono innamorato del blu, colore della trascendenza e dell’infinito”

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” Questo vuoto non è qualcosa che sia impossibile esprimere. E’ uno spazio potenziale, non un non-spazio.”