L come lettere III

Una lettera bellissima.

Quella di un uomo che ha perso la moglie nella strage di venerdì scorso al Bataclan.

Non avrete mai il mio odio

“Venerdì sera avete rubato la vita di un essere eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo, quello che so è che siete anime morte. Se questo Dio per il quale voi uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore.

Quindi non vi farò il regalo di odiarvi. Voi l’avete cercato, tuttavia rispondere all’odio con la rabbia sarebbe come cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io abbia paura, che debba guardare i miei concittadini in maniera diffidente, che io sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. E’ una battaglia persa.

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era così bella, bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Naturalmente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma durerà poco. So che lei ci accompagnerà ogni giorno e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere al quale voi non accederete mai.

Siamo due, io e mio figlio, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come tutti i giorni e poi giocheremo insieme come tutti i giorni e per tutta la sua vita questo piccolo vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, non avrete mai neanche il suo odio.”

Antoine Leiris

 

 

 

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P come posta

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posta

la posta aumenta
lettera su lettere per dirmi
che grande scrittore
che sono
e poesie, romanzi,novelle
racconti, ritratti.
qualcuno chiede solo un autografo
un disegno, una parola.
altri propongono una corrispondenza
permanente.

io leggo mutto, butto tutto
faccio i miei affari

so bene che nessuno è
un “grande” scrittore,
può essere
stato,
ma scrivere è un´impresa
che ricomincia da capo
ogni volta
e tutti gli elogi,
i sigari, le bottiglie
di vino inviate
in tuo onore
non garantiscono
come sarà la riga succesiva,
e soltanto quella conta,
il passato è
inutile,
siede sulle ginocchia
degli dei
mentre i secoli
svaniscono
nel loro marcio
celere
sfarzo.

Charles Bukowski

L come lettere II

L’arte delle lettere edito da Feltrinelli “è una raccolta di oltre cento tra le più divertenti, stimolanti e sorprendenti lettere mai scritte. […] è una celebrazione del potere della corrispondenza per iscritto che cattura tutto lo humour, la serietà, la tristezza e lo splendore delle nostre vite.”

Tra le tante lettere che mi hanno colpito e stimolato, quella dell’artista Sol Lewitt in risposta all’ amica, l’artista Eva Hesse che gli scrisse in piena crisi creativa.

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Cara Eva,

sarà passato quasi un mese da quando mi hai scritto e forse avrai dimenticato come stavi (anche se ho i miei dubbi). Mi sei sembrata la stessa di sempre e, come tuo solito, non lo sopporti. Smettila! Impara a dire “Vaffanculo” al mondo ogni tanto. Hai tutto il diritto di farlo. Smettila di pensare, di preoccuparti, di stare in ansia, di arrovellarti, di dubitare, di aver paura, di soffrire, di sperare in una scorciatoia, di lottare, di affannarti, di confonderti, di smaniare, di sforzarti, di borbottare, di impappinarti, di mugugnare, di avvilirti, di impuntarti, di mormorare, di divagare, di speculare, di abbatterti, di annullarti, di accapigliarti, di impacciarti, di rimuginare, di lagnarti, di lamentarti, di gemere, di brontolare, di perfezionarti, di svenarti, di dire cazzate, di dirti scema, di cercare il pelo nell’uovo, di criticare tutto, di fare la ficcanaso, di rompere il culo, di cavarti gli occhi, di additare, di muoverti furtivamente, di aspettare a lungo, di avanzare a luno, di muoverti a piccoli passi, di guardar male, di ricambiare favori, di cercare, di spiare, di infamare, di digrignare, di faticare, faticare, faticare…Smettila, e pensa solo a

FARE

Dalla tua descrizione, e da quello che so dei tuoi lavori precedenti e delle tue capacità, quello che stai facendo mi sembra molto bello “Dei disegni – puliti – chiari ma folli come macchine, più grandi e più sfacciati…delle vere assurdità“. Benissimo, meraviglioso:vere assurdità. Fanne di più. Più assurdità, più follia, più macchine, più seni, peni, fiche, qualsiasi cosa – fa’ che trabocchino di assurdità. Cerca di stimolare qualcosa dentro di te, il tuo “strano senso dell’umorismo”. Tu vivi nella parte più segreta di te. Non preoccuparti di fare cose fantastiche: fregatene, anche se non sono fantastiche. Crea il tuo mondo, il tuo. Se provi paura, sfruttala: dipingi e disegna la tua paura e la tua ansia. E smettila di preoccuparti di cose grandi e profonde come “trovare uno scopo e un modo di vivere, un approccio coerente a un fine magari impossibile o immaginario”. Devi esercitarti a essere stupida, sciocca, sventata, vuota. Solo allora riuscirai a

FARE

Ho molta fiducia in te e, anche se ti stai tormentando, i lavori che fai sono molto belli. Cerca di fare dei lavori BRUTTI, più brutti che puoi, poi vedi che succede, ma soprattutto rilassati e manda tutti al diavolo – non sei responsabile del mondo – sei responsabile solo del tuo lavoro, quindi FALLO. E non pensare che il tuo lavoro debba conformarsi a un qualche stile, idea o genere precostituito. Esso può essere tutto ciò che ti pare. Ma se credi che vivresti meglio smettendo di lavorare-allora smetti. Non punirti. Ad ogni modo, credo che ciò che fai sia così profondamente radicato in te, che sarebbe più semplice comunque

FARE

In un certo senso capisco cosa provi, perché di tanto in tanto capita anche a me di attraversare delle fasi simili. Faccio un “Riesame Straziante” del mio lavoro e cambio tutto più che posso – e detesto quello che ho fatto, cerco di fare qualcosa di completamente diverso e di migliore. Forse è un processo necessario che mi spinge ad andare avanti. La sensazione che posso fare di meglio di ciò che ho appena fatto. Forse hai bisogno di questo tormento per realizzare le tue cose. E forse ti stimola a fare meglio. Ma è molto doloroso, lo so. Sarebbe meglio se tu avessi solo la sicurezza necessaria a creare, senza nemmeno pensarci. Non puoi lasciare in pace il “mondo” e l'”ARTE”, e smetterla di autocompiacerti? So che (come tutti) non puoi lavorare sempre, e che il resto del tempo sei sola con i tuoi pensieri. Ma mentre lavori, o prima di lavorare, devi svuotare la mente e concentrarti su quello che stai facendo. quando hai fatto una cosa è fatta, punto e basta. Dopo un po’ capisci che alcune cose sono migliori di altre, ma capisci anche in che direzione stai andando. Sono sicuro che lo sai anche tu. Sappi anche che non devi giustificare il tuo lavoro – nemmeno a te stessa. Be’, sai che ammiro molto quello che fai e non capisco perché ti preoccupi così tanto. Ma solo tu puoi sapere quel che farai, io no. Devi anche credere nelle tue capacità. secondo me lo fai. Quindi, cerca di fare le cose più bizzarre che puoi…sorprenditi. Hai nelle tue mani la capacità di fare tutto.

Mi piacerebbe vedere le tue cose ma dovrò accontentarmi di aspettare fino ad agosto o settembre. Ho visto alcune foto dei nuovi lavori di Tom da Lucy. Sono davvero notevoli, soprattutto quelli dalla forma più rigorosa, quelli più semplici. Credo che manderà altre foto più avanti. Fammi sapere come vanno le mostre e quel genere di cose.

Le mie opere sono cambiate da quando sei andata via e sono molto migliorate. Terrò una mostra dal 4 al 29 maggio presso la galleria Daniels, 17E 64th St (dove c’era Emmerich). Spero che riuscirai a venire. Con molto affetto, a tutti e due,

Sol

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Sol Lewitt

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Eva Hesse

L come lettere

Adoravo ricevere lettere. Purtroppo ora ricevo solo mail e, se devo essere sincera, mi mancano le lettere anche se risulto un po’ conservatrice.

Dal libro More than Words: Illustrated Letters from the Smithsonian’s Archives of American Art alcune splendide lettere che non sono solo scritte ma anche illustrate e potete leggere un interessante post qui

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Alexander Calder

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Antoine de Saint-Exupéry

AAA_feinlyon_11300, 2/7/05, 11:37 AM,  8C, 5252x5942 (0+1150), 100%, Default Settin,  1/50 s, R76.0, G65.6, B77.2

Lionel Feininger

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Robert Lortacmorethanwords_kirwin_manray

Man Ray

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Edith Schlossmorethanwords_kirwin_smith

Joseph Lindon Smithmorethanwords_kirwin_warhol

Andy Warhol

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Yves Saint-Laurent