I come India II

Vi propongo altre splendide foto di Christian Tragni.

Ed ecco la storia che le accompagna: “Un luogo dove centinaia di lavoratori sottopagati indiani smontano, praticamente solo con le mani, petroliere, navi da guerra ed in generale navi fatte di materiali pericolosi. La percentuale, tra i lavoratori, di morte per tumore, è altissima. La maggioranza delle navi provengono dall’Europa e dagli Stati Uniti. Il luogo è di difficile accesso e la maggioranza delle foto sono andate perse a causa dell’intervento delle guardie private locali.”

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V come vita

E’ stato molto difficile scegliere la parola e la lettera con cui ‘classificare’ il lavoro di quest’uomo che conobbi tanti anni fa. Un lavoro che apprezzo moltissimo, perché le sue immagini sono oneste, pulite, vere, profonde ed estremamente belle.

Ho scelto la V di vita perché nelle sue numerose  e splendide foto pulsa in tutta la sua bellezza e in tutta la sua brutalità la vita, anche quando rappresentata è la morte.

Ed è stato altrettanto difficile scegliere solo alcune  tra le tante immagini che ritraggono aspetti così diversi della vita: ogni storia che raccontata è preziosa. Per questo vi invito a vedere e leggere le tante storie sul suo sito: christiantragni.com

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Brasile, Amazzonia, stato del Parˆ. Ottobre 2007 Carcere di Santarem per gli appartenenti alle gang, problema dei piccoli centri dell’Amazzonia. Quasi tutti hanno commesso degli omicidi. Foto Christian Tragni

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Santarem, Brazil: prisoners

 

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Brazil, Belo Horizonte, Vespasiano. The detention center for women with children younger than one year- Photo: Christian Tragni

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Brazil, Sao Paulo, October 2009 I spent fifteen nights with a team of journalism in S‹o Paulo documenting the events during the night. In the photo, the place where five people were killed by gunmen on the facts relating to drugs Photo Christian Tragni

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Brazil, San Paulo. Craccolandia: People using crack in the street, center of the city. Photo: Christian Tragni

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Nicaraguan workers in Costa Rica

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cemetery for the nameless and unclaimed

The cemetery Dom Bosco, in Peru, where are sepellite people unnamed and without document or with document, but unclaimed by relatives or someone within 72 hours. People are buried naked, with an open chest, a number written directly on the skin and in a common grave. The cemetery is the same place where in the years of the dictatorship were hidden more than three thousand bodies of people against the regime by military coup

 

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