M come memoria

Corinne Vionnet è un’artista che crea delle immagini sovrapponendo più immagini di una stessa località turistica prese dalla rete. E le immagini stereotipo di un luogo vengono quindi riviste e il risultato è questo: meno definite invece che più nitide. Proprio come la memoria che sovrappone immagini di uno stesso luogo, sia viste nella realtà che nelle foto, ma la loro consistenza diventa un’immagine che ha più la dimensione del sogno che la definizione della realtà.

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Corinne Vionnet 

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M come mercato e come memoria

“Molto dobbiamo all’abilità dei mercanti d’arte, i quali, sostenendo con convinzione i prezzi, hanno fatto nascere collezioni e musei; a loro dobbiamo un serio riconoscimento a tal punto che abbiamo dedicato proprio a loro un piccolo spazio mnemonico che tutto è fuorché un cimitero. Da loro non possiamo neppure prescindere in quanto hanno stabilito ciò che conta, anche economicamente si intende, e hanno posto in un cono d’ombra ciò che non ha mercato, le immagini dei giornali e i ricordi del cinematografo, come le affiches pubblicitarie che hanno spesso condizionato ben di più l’immaginario collettivo. Il pubblico che oggi visita un museo a loro deve molto, talora ben più di quanto non debba ai curatori che hanno conservato alla memoria futura le opere. Grazie al loro impegno, talvolta garbato e attento, talvolta comprensibilmente avido, si è formata la coscienza storica del secolo brevissimo. La memoria viene coltivata quotidianamente e la nostra non è eccellente, segue essa il simpatico adagio di Ingrid Bergman per il quale il segreto della felicità è una buona salute e una cattiva memoria, ecco perché i musei d’arte moderna contribuiscono alla felicità dei popoli: alterano questa memoria estetizzandola e potandola. Ma questa stessa memoria muta costantemente ed è confusa: ecco il motivo d’un tentativo azzardato di mettervi ordine.” Philippe Daverio in Il secolo spezzato delle avanguardie.

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Vincent Van Gogh