A come anno (nuovo)

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Jean-Jacques Sempé

“We fall down in the dance, we make

The old ridiculous mistake,

But always there are such as you

Forgiving, helping what we do.

O every day a sleep and labour

Our life and death are with our neighbour,

And love illuminates again

The city and the lion’s den,

The world’s great rage, the travel of young men.”

da New Year Letter di W.H.Auden

P.S.-scusate: non ho trovato una traduzione e non ho una padronanza della lingua inglese tale da riuscire a rendere la bellezza di questo testo!

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F come funerale

Funeral Blues
Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent the dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message ‘He is Dead’.
Put crepe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last forever: I was wrong.

The stars are not wanted now; put out every one,
Pack up the moon and dismantle the sun,
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.

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Edoardo Berta

BLUES IN MEMORIA 

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

W. H. Auden

M come morte

Recitative By Death 
Ladies and gentleman, you have made most remarkable
Progress, and progress, I agree, is a boon;
You have built more automobiles than are parkable,
Crashed the sound-barrier, and may very soon
Be setting up juke-boxes on the Moon:
But I beg to remind you that, despite all that,
I, Death, still am and will always be Cosmocrat.

Still I sport with the young and daring; at my whim,
The climber steps upon the rotten boulder,
The undertow catches boys as they swim,
The speeder steers onto the slippery shoulder:
With others I wait until they are older
Before assigning, according to my humor,
To one a coronary, to one a tumor.

Liberal my views upon religion and race;
Tax-posture, credit-rating, social ambition
Cut no ice with me. We shall meet face to face,
Despite the drugs and lies of your physician,
The costly euphemisms of the mortician:
Westchester matron and Bowery bum,
Both shall dance with me when I rattle my drum.

W.H.Auden

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Recitativo della Morte

Signore e Signori, avete fatto un magnifico

Progresso, e il progresso, son d’accordo, è un grande dono;

Avete fatto più auto di quante siano parcheggiabili,

Avete infranto la barriera del suono,

E presto installerete dei juke-boxes sulla Luna:

Ma nonostante questo, vi prego, ricordate,

Che io, la Morte, ancora sono e sarò sempre Cosmocrate.

Ancora mi divago coi giovani e gli audaci: a mio capriccio,

Lo scalatore posa il piede sulla pietra corrosa,

La corrente sottomarina prende il ragazzo mentre nuota,

Il velocista devia sulla curva scivolosa;

Con altri aspetto finché son vecchi

Prima di assegnar loro, a seconda del mio umore,

A chi una coronaria, a chi un tumore.

Aperte le mie vedute circa credo e razza;

Aliquote fiscali, tasso d’interesse, ambizioni sociali,

Non mi fanno impressione. Viso a viso ci incontreremo,

Nonostante le medicine e le menzogne ai vostri mali,

Gli eufemismi costosi dei vostri funerali;

Capoinfermiera di Westchester e della Bowery il duro,

Danzerete entrambi con me quando rullerò il mio tamburo.

A come amore

O Tell Me The Truth About Love 

Some say love’s a little boy,
And some say it’s a bird,
Some say it makes the world go round,
Some say that’s absurd,
And when I asked the man next door,
Who looked as if he knew,
His wife got very cross indeed,
And said it wouldn’t do.

Does it look like a pair of pyjamas,
Or the ham in a temperance hotel?
Does its odour remind one of llamas,
Or has it a comforting smell?
Is it prickly to touch as a hedge is,
Or soft as eiderdown fluff?
Is it sharp or quite smooth at the edges?
O tell me the truth about love.

Our history books refer to it
In cryptic little notes,
It’s quite a common topic on
The Transatlantic boats;
I’ve found the subject mentioned in
Accounts of suicides,
And even seen it scribbled on
The backs of railway guides.

Does it howl like a hungry Alsatian,
Or boom like a military band?
Could one give a first-rate imitation
On a saw or a Steinway Grand?
Is its singing at parties a riot?
Does it only like Classical stuff?
Will it stop when one wants to be quiet?
O tell me the truth about love.

I looked inside the summer-house;
It wasn’t even there;
I tried the Thames at Maidenhead,
And Brighton’s bracing air.
I don’t know what the blackbird sang,
Or what the tulip said;
But it wasn’t in the chicken-run,
Or underneath the bed.

Can it pull extraordinary faces?
Is it usually sick on a swing?
Does it spend all its time at the races,
or fiddling with pieces of string?
Has it views of its own about money?
Does it think Patriotism enough?
Are its stories vulgar but funny?
O tell me the truth about love.

When it comes, will it come without warning
Just as I’m picking my nose?
Will it knock on my door in the morning,
Or tread in the bus on my toes?
Will it come like a change in the weather?
Will its greeting be courteous or rough?
Will it alter my life altogether?
O tell me the truth about love.

W.H.Auden

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Lorenzo Mattotti

La verità, vi prego, sull’amore…

Ditemi la verità, vi prego, sull’amore
Alcuni dicono che l’amore è un bambino
e alcuni che è un uccello
alcuni dicono che fa girare il mondo
e altri che è solo un’assurdità,
e quando ho chiesto cosa fosse al mio vicino
sua moglie si è seccata e ha detto
che non era il caso di fare queste domande.

Può assomigliare a un pigiama
o a del salame piccante dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare un lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
È tagliente o ha gli orli lisci e soffici?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

I libri di storia ne parlano
solo in piccole note a fondo pagina,
ma è un argomento molto comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sulle copertine degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un cane affamato
o fa il fracasso di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
con una sega o con un pianoforte Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
O apprezzerà soltanto musica classica?
La smetterà quando si vuole un po’ di pace?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

L’ho cercato nei chioschi del giardino
ma lì non c’era mai stato:
ho anche esplorato le rive del Tamigi
e l’aria balsamica delle terme.
Non so cosa cantasse il merlo
o che cosa dicesse il tulipano,
ma certo non era nel pollaio
e nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon cittadino o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se un po’ audaci?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.